RI.BA. insoluta: cosa succede e come gestirla
Tra le situazioni più scomode per chi gestisce le ricevute bancarie c’è la RI.BA. che torna come insoluta. Il debitore non ha pagato, la banca addebita le commissioni, e ora bisogna decidere come procedere. Capire esattamente cosa succede — dal punto di vista tecnico, economico e pratico — aiuta a gestire meglio sia il momento dell’insoluto sia i rapporti con i clienti.
Cosa succede tecnicamente quando una RI.BA. è insoluta
Quando il debitore non autorizza il pagamento entro la data di scadenza, la sua banca (domiciliataria) restituisce la disposizione alla banca del creditore (assuntrice) come non pagata. Questo passaggio avviene automaticamente — non è necessaria nessuna azione da parte del creditore.
La banca assuntrice recapita l’esito al creditore in due modi:
- Attraverso il file degli esiti CBI — scaricabile dall’home banking, contiene il codice di reso per ogni RI.BA. non pagata
- Attraverso un avviso sull’estratto conto — l’addebito delle commissioni di insoluto è visibile come voce separata
La RI.BA. insoluta non è un titolo esecutivo. A differenza della cambiale, non consente al creditore di avviare direttamente un’azione esecutiva. Il credito esiste e rimane dovuto, ma per recuperarlo per via legale bisogna seguire le procedure ordinarie (decreto ingiuntivo, ecc.).
I costi dell’insoluto
Ogni RI.BA. insoluta comporta un costo aggiuntivo per il creditore: la commissione di insoluto addebitata dalla banca assuntrice. I costi variano da banca a banca ma si muovono tipicamente tra 5 e 15 euro per disposizione, a cui si aggiungono eventuali diritti di protesto se previsti dal contratto bancario.
Questo è uno dei motivi per cui tenere traccia degli insoluti è importante: non solo per recuperare il credito, ma anche per quantificare i costi aggiuntivi generati da quel cliente e valutare se e come continuare il rapporto commerciale.
Cosa fare dopo un insoluto
Non esiste un percorso obbligato — dipende dal rapporto con il cliente e dall’importo in questione. Le opzioni più comuni:
1. Sollecito diretto. Il primo passo nella maggior parte dei casi. Si contatta il cliente — per telefono o via mail — per capire il motivo del mancato pagamento. Spesso si tratta di un problema tecnico (cambio banca, conto bloccato momentaneamente, autorizzazione dimenticata) risolvibile in pochi giorni.
2. Nuova scadenza concordata. Se il cliente ha difficoltà di liquidità temporanee, si può concordare una nuova data di pagamento, eventualmente con un acconto immediato e il saldo a scadenza. In questo caso si riemette la RI.BA. con la nuova data — oppure si accetta un bonifico diretto.
3. Nota di credito e nuova fattura con condizioni diverse. Se il rapporto commerciale continua ma si vuole cambiare lo strumento di pagamento (es. passare dal RI.BA. al bonifico anticipato), si gestisce la situazione con un accordo scritto sulle nuove condizioni.
4. Messa in mora e recupero crediti. Per crediti di importo significativo e clienti non collaborativi, il passo successivo è la lettera di messa in mora — con raccomandata A/R — e, se necessario, il ricorso a una società di recupero crediti o a un legale per il decreto ingiuntivo.
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Come evitare che gli insoluti si ripetano
Non esiste un modo per eliminare completamente il rischio di insoluto — è una caratteristica strutturale dello strumento — ma si può ridurlo con alcune accortezze:
Verificare la banca domiciliataria prima di emettere la RI.BA. Se il cliente ha cambiato banca e non te lo ha comunicato, la disposizione viene scartata con un codice di reso specifico (diverso dall’insoluto per mancato pagamento). Aggiornare l’anagrafica quando si è a conoscenza di un cambio bancario del cliente evita questo tipo di resi.
Concordare in anticipo le date di scadenza. Se il cliente sa con largo anticipo quando arriverà l’addebito, ha più tempo per assicurarsi che il conto abbia la copertura necessaria. Una comunicazione preventiva — anche solo una mail — riduce i mancati pagamenti per distrazione.
Monitorare lo storico degli insoluti per cliente. Un cliente che torna insoluto più volte è un segnale da gestire prima che diventi un problema più grande. Avere un archivio degli esiti permette di identificare questi pattern rapidamente.
Gestire gli insoluti con un software
Chi gestisce le RI.BA. con Boma RI.BA. può registrare gli esiti di ogni sessione nell’archivio del software. Questo permette di sapere in qualsiasi momento quali disposizioni sono state pagate, quali sono tornate come insolute e per quale cliente.
Chi usa Navigator può incrociare queste informazioni con lo scadenzario clienti del gestionale, avendo un quadro completo del credito per ogni cliente — fatture emesse, RI.BA. presentate, insoluti aperti.
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