Siti web aziendali — Boma Software
Il tuo sito è ancora online.
Ma su smartphone quasi non si vede.
E Google lo sa già.
Un sito costruito qualche anno fa può essere tecnicamente funzionante e allo stesso tempo invisibile per chi lo cerca da un cellulare — che oggi è la maggioranza.
Non è una questione estetica. È una questione tecnica con conseguenze concrete: meno visibilità su Google, meno visitatori, e in alcuni casi un avviso di "sito non sicuro" che compare ancora prima che l'utente legga una riga.
In questa pagina spieghiamo cosa significa in pratica, senza tecnicismi, e come capire se il suo sito è in questa situazione.
Cosa succede davvero quando qualcuno cerca la sua azienda da un telefono
Dal 2015, Google ha cambiato il modo in cui valuta i siti. I siti che non si adattano allo schermo del cellulare — quelli che si vedono in miniatura e richiedono di zoomare per leggere — vengono penalizzati nei risultati di ricerca su mobile.
Questo significa che due aziende con la stessa attività, nella stessa zona, possono avere risultati molto diversi su Google solo perché una ha un sito moderno e l'altra no.
Lo scenario concreto: un potenziale cliente è in macchina, cerca su Google il suo tipo di servizio nella sua zona. I primi risultati sono siti che si aprono bene sullo smartphone, con il numero di telefono cliccabile. Il suo sito compare più in basso — o non compare — perché Google lo penalizza. Il cliente chiama qualcun altro.
Non perché la sua azienda sia peggio. Ma perché il sito non ha retto al cambio delle regole tecniche.
Può verificarlo adesso, gratuitamente, con lo strumento ufficiale di Google: cerca "Google Mobile-Friendly Test" e inserisca l'indirizzo del suo sito. Il risultato arriva in pochi secondi.
L'avviso "sito non sicuro" — e cosa pensa chi lo vede
I siti più datati spesso non hanno il protocollo HTTPS attivo — quello che fa comparire il lucchetto nella barra dell'indirizzo del browser. Senza di esso, i browser moderni mostrano un avviso esplicito prima ancora che l'utente legga il contenuto della pagina.
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Cosa vede il visitatore
Chrome, Firefox e Safari mostrano la scritta "Non sicuro" oppure
una pagina di avviso che invita l'utente a non procedere.
La maggior parte delle persone in quel momento chiude la finestra.
Non è una questione di fiducia nel brand — è un riflesso condizionato
che i browser hanno addestrato negli anni.
Anche questo è verificabile in trenta secondi: basta aprire il sito e guardare la barra in alto a sinistra. Se c'è un lucchetto chiuso, il protocollo HTTPS è attivo. Se compare un triangolo con punto esclamativo o la scritta "Non sicuro", il problema esiste.
Se ha un sito WordPress non aggiornato: il rischio che non si vede
WordPress è la piattaforma più diffusa al mondo per i siti web — e proprio per questo è anche la più attaccata. Un WordPress non aggiornato — versione principale, plugin, tema grafico — è uno degli ingressi preferiti dai sistemi automatici che cercano vulnerabilità.
Il punto è che l'obiettivo quasi mai è rubare i suoi dati. È usare il suo sito come base per altri attacchi: spam, phishing, distribuzione di malware verso chi lo visita. Tutto senza che lei se ne accorga, finché non è troppo tardi.
Cosa può succedere in concreto
- Google rileva contenuti malevoli e rimuove il sito dai risultati di ricerca
- Il provider di hosting sospende l'account per violazione dei termini
- I visitatori ricevono avvisi di sicurezza dal browser prima di aprire la pagina
- I clienti che ricevono email inviate dal suo dominio le trovano nello spam
- Il ripristino richiede tempo, costi e — spesso — la perdita dei contenuti
Nessuno di questi scenari è raro. Tra le PMI della zona che seguiamo, è capitato più di una volta — e in tutti i casi la causa era la stessa: un sito rimasto fermo per anni senza manutenzione.
Cosa si può fare — e in quale ordine
Non esiste un'unica risposta per tutti. Dipende da quanto è datato il sito, da cosa deve fare, da quanto traffico riceve oggi. In alcuni casi basta un intervento tecnico mirato. In altri conviene ripartire su basi nuove.
Le opzioni principali, in ordine crescente di intervento:
Intervento minimo
Verifica e messa in sicurezza
HTTPS, aggiornamento WordPress e plugin, rimozione di componenti obsoleti.
Si fa in pochi giorni. Risolve i problemi di sicurezza più urgenti
senza toccare la grafica.
Intervento medio
Adattamento mobile
Se la struttura del sito è recuperabile, si può intervenire sul tema
per renderlo leggibile su smartphone senza ricostruire tutto.
Non sempre possibile sui siti più datati.
Intervento completo
Rifacimento su base nuova
Quando il sito è troppo vecchio per essere aggiornato in modo efficiente,
conviene ricostruirlo partendo dagli obiettivi attuali.
È l'occasione per rivedere anche contenuti e struttura.
Il primo passo — in tutti i casi — è capire com'è messa la situazione reale. Non necessariamente con un preventivo: basta una verifica.
Operiamo tra Prato, Pistoia e Firenze dal 1999. Lavoriamo con PMI del territorio su siti web, e-commerce e software gestionali — con un approccio diretto: chi analizza il problema è la stessa persona che lo risolve e che risponde al telefono dopo.
Non partiamo dalla tecnologia. Partiamo dall'azienda. La nostra formazione in economia ci permette di capire prima se un intervento ha senso, e in quale forma, prima di proporre qualsiasi soluzione.
Vuole sapere come sta il suo sito?
Glielo diciamo noi — gratuitamente e senza impegno. Una verifica rapida: mobile, sicurezza, stato degli aggiornamenti. Se c'è qualcosa da fare, le diciamo cosa e in quale ordine. Se va tutto bene, le diciamo anche quello.
0574 719020 — Lun–Ven 9:00–18:00