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NOTE SU AGLIANA
Situato su un territorio di pianura nella Valle dell'Ombrone, tra Prato e Pistoia, il comune di Agliana ha un'estensione di 11,64 kmq. Centro signorile, poi sede podestarile nel secolo XIII, è divenuto comune autonomo dal 1913, staccandosi dalla comunità di Montale.
Agliana, il cui nome si ritiene derivi o dal torrente Agna (in antico Alina) o da Hellana, stazione sulla via Cassia adrianea in epoca romana, fu feudo dei conti Guidi almeno fin dal X secolo, i quali cedettero nel 940 alla cattedrale di Pistoia alcune rendite di beni posti in questa località. Nel 1266 la comunità aglianese risulta avere propri consoli e una certa autonomia amministrativa, pur facendo parte del contado di Pistoia. Dal 1270 Agliana è retta da podestà di nomina pistoiese; conquistata e fortificata da Castruccio Castracani nel 1325 durante l'assedio di Pistoia, fu saccheggiata nel 1331 dalle truppe del re Giovanni di Boemia. Nel 1401, entrò infine a far parte dello Stato fiorentino e, nella generale revisione del territorio di Pistoia, Agliana fu annessa alla podesteria di Montale pur rimanendo amministrativamente autonoma, come prova il suo statuto del 1415. Altre turbolenze visse nel 1455 per le lotte tra Cancellieri e Panciatichi, reiterate nel 1503 e nel 1537-39, mentre nel 1787 con Montale dette vita a una rivolta popolare contro le riforme di Pietro Leopoldo. Nel corso della seconda guerra mondiale, poco prima della Liberazione, Agliana era stata luogo di una delle tante rappresaglie naziste per attività partigiane.
La presenza di un importante asse viario (la Cassia) che univa Firenze a Pistoia e a Lucca e il progressivo risanamento della pianura sono state nel passato alla base dello sviluppo demografico ed economico della zona: l'attività tradizionale era rappresentata da un'agricoltura di tipo estensivo, con le colture cerealicole del piano; nel Settecento molto diffusa era la filatura a domicilio del lino e della canapa per il mercato pratese. Venendo al nostro secolo, fin dagli anni cinquanta si è manifestata nel comune di Agliana quella tendenza all'industrializzazione che lo ha reso uno dei centri con più elevato grado di secondarietà della provincia. La principale fonte di lavoro e di reddito è rappresentata dall'industria tessile, presente con numerose aziende a carattere artigianale e industriale. La vicinanza di Prato ne ha favorito, particolarmente dal dopoguerra in poi, lo sviluppo e incrementato anche una fitta rete di lavoro a domicilio. Seguono per importanza l'industria delle concezioni e della maglieria, e l'artigianato della ceramica. Nell'agricoltura primeggiano le colture di cereali e di barbabietole.
La popolazione totale del territorio comunale raggiunge le 13.410 unità nel 1991, con una densità di 1.152 abitanti per kmq. Dai primi rilevamenti ottocenteschi, la popolazione ha subito un incremento costante, passando dalle 3.237 unità del 1830 alle 4.331 del 1881, alle 6.233 del 1936, alle 7.386 del 1951; nel 1961 si registrava un forte aumento demografico con 10.079 abitanti saliti a 12.626 nel 1971 e a 13.333 nel 1981. (notizie su Agliana tratte da www.radicedidue.com)
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